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20/04/2016 Definizione aree di carico

Nell’ultima versione del software sono state aggiunte nuove funzionalità:

  • Definizione aree di carico: l’utente può ora definire aree di carico per schematizzare valori di carico non uniforme sui solai
  • Definizione manuale dei carichi neve e vento: l’utente può ora definire anche manualmente (in aggiunta alla modalità automatica) i carichi da neve e da vento quando vengono adottare le “Norme Tecniche per le Costruzioni”
  • Bug fixing and small improvements

 

Esempio di progettazione di un edificio in XLAM

Il ricorso alle costruzioni in legno sta assumendo negli ultimi anni un’importanza sempre maggiore, ponendosi come valida alternativa ai sistemi costruttivi tradizionali. Gli edifici a struttura lignea garantiscono infatti ottimi livelli di comfort abitativo e offrono, anche grazie alla ridotta massa volumica del materiale, buone prestazioni nei confronti delle azioni sismiche.

Gli edifici in XLAM sono composti da pannelli multistrato in cui la continuità strutturale tra gli elementi è garantita da sistemi di connessione, la cui modellazione riveste un ruolo fondamentale nella determinazione della rigidezza del sistema e nella corretta valutazione del comportamento sismico della struttura nel suo complesso.

Si presenta il modello generato con TimberTech Buildings di un edificio in XLAM, oggetto di test su tavola vibrante presso il laboratorio LNEC di Lisbona (nell’ambito del progetto europeo SERIES).

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Edificio testato su tavola vibrante presso il laboratorio LNEC di Lisbona

L’edificio testato, 3 piani di superficie pari a circa 30 m²,  è stato realizzato con pannelli di parete a 3 strati e pannelli di solaio a 5 strati.  La trasmissione degli sforzi di trazione è garantita da hold-down, mentre la trasmissione delle forze di taglio è garantita da angolari a taglio.

Una descrizione completa dell’edificio e dei risultati sperimentali è riportata nel report di prova Campos Costa A., Xavier Candeias P., Schickhofer G., Flatscher G. Seismic performance of multi-storey timber buildings –TUGraz building – Final report, SERIES, Timber Building Project, 2013.

In figura si mostra un confronto tra i primi 3 modi di vibrare ottenuti dai test sperimentali e dal modello numerico, che coglie con buona approssimazione i valori misurati.

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Modi di vibrare dell’edificio in XLAM testato su tavola vibrante nel progetto SERIES: a) valori sperimentali b) valori derivanti dalla modellazione con il software TimberTech Buildings

 

SCARICA LA RELAZIONE DI CALCOLO IN FORMATO pdf

 

23/03/2016 Opzioni di stampa della relazione

Nell’ultima versione del software sono state aggiunte nuove funzionalità:

  • Opzioni di stampa della relazione: l’utente può ora definire le sezioni da inserire nella relazione di calcolo; l’opzione consente di snellire quindi il documento finale nei casi in cui l’utente lo richieda.
  • Bug fixing e small improvements

09/03/2016 Miglioramento della gestione dei vincoli di trave e salvataggio del processo di ottimizzazione

Nell’ultima versione del software sono state aggiunte nuove funzionalità:

  • Migliorata l’ottimizzazione del modello: l’utente può ora decidere di modificare definitivamente il modello in seguito al processo di ottimizzazione
  • Modificata la gestione dei vincoli di trave: l’utente può ora modellare elementi trave non interamente appartenenti al solaio
  • Migliorata la definizione delle pareti estese al solaio: l’utente può ora definire pareti per punti geometricamente più complesse
  • Bug fixing and small improvements

 

04/02/2016 Piani di imposta a quote diverse

Nell’ultima versione del software sono state aggiunte nuove funzionalità:

  • Piani di imposta a quote diverse: è stata aggiunta la possibilità di modellare edifici che presentano interi corpi di fabbrica poggianti su piani di imposta posizionati a quote diverse tra loro.
  • Miglioramento dell’export dxf: è ora possibile esportare le planimetrie relative al posizionamento in pianta delle pareti e delle relative connessioni senza la necessità di eseguire l’analisi.
  • Bug fixing and small improvements

 

26/01/2016 Connettori Würth

Nell’ultima versione del software sono state aggiunte nuove funzionalità:

  • Connettori Würth: l’utente può ora usufruire di un più ampio catalogo di connettori. Sono stati aggiunti: chiodi lisci, chiodi ad aderenza migliorata, viti e cambrette prodotti da Würth
  • Calcolo del momento plastico delle viti: l’utente può ora scegliere di calcolare il momento plastico delle viti secondo le formule da Eurocodice (EN 1995 1-1) oppure di sfruttare i valori forniti dal produttore
  • Bug fixing and small improvements

 

19/01/2016 Verifica a instabilità delle travi

Nell’ultima versione del software sono state aggiunte nuove funzionalità:

  • Verifica a instabilità delle travi: l’utente può ora definire in maniera semplice e veloce i vincoli laterali delle travi, sia in legno che in acciaio, nonché tutti i parametri necessari alla verifica a instabilità dell’elemento
  • Visualizzazione dei carichi concentrati: è ora possibile visualizzare i carichi concentrati sulle travi in maniera differenziata rispetto ai carichi distribuiti
  • Verifica secondo gli Eurocodici e Annessi Nazionali: l’utente può ora scegliere di eseguire le verifiche anche secondo gli Annessi Nazionali di Austria, Germania, Regno Unito e Finlandia
  • Bug fixing e small improvements

 

Il significato del coefficiente di fessurazione kcr

Il coefficiente kcr (cracking factor) è stato introdotto per tener conto dell’influenza delle fessurazioni negli elementi lignei. Quindi, nel caso di sezione rettangolare, la tensione va calcolata considerando una larghezza efficace dell’elemento ridotta tramite il coefficiente di fessurazione kcr; si veda a tal proposito il p.to 6.1.7 UNI EN 1995-1-1: 2014.

Nel caso di sezione rettangolare, la tensione va calcolata considerando:

T = 1,5 V / (kcr b h)

A fronte di questa riduzione della base dell’elemento vi è stata la rielaborazione dei profili caratteristici sia per il legno massiccio a sezione rettangolare (UNI EN 338) che per il legno lamellare incollato (UNI EN 14080: 2013).

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