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Progettazione di strutture in legno

Ordine degli Ingegneri della Provincia di Macerata

Ordine degli Ingegneri della Provincia di Macerata Ciclo di seminari “Progettazione di strutture in legno”

12/02/2020 – Ver. 78 – Aggiunta materiali LVL e Uso Fiume e Trieste, miglioramento export sollecitazioni in fondazione, localizzazione archivi Ita/Eng, foglio di calcolo fattore theta, aggiornamento pagina di avvio

Nell’ultima versione del software sono state aggiunte nuove funzionalità:

  • Aggiunta materiale LVL: il materiale LVL, sia in legno di conifera che di faggio, è ora disponibile e può essere utilizzato per elementi trave e pilastro, per solai a travetti e per solai massicci. Gli archivi includono i prodotti dei maggiori produttori europei: Metsa Wood (Kerto), Steico e Pollmeier (BauBuche e Fichte LVL).
  • Aggiunta materiale Uso Fiume e Uso Trieste: i materiali Uso Fiume in conifera e castagno e Uso Trieste in conifera sono ora disponibili e possono essere utilizzati per elementi trave e pilastro e per solai a travetti. I calcoli fanno riferimento alle proprietà riportate nei rispettivi ETA.
  • Miglioramento export sollecitazioni in fondazione: aggiunta di due campi al file “actions.csv” riportanti il nome dell’elemento insistente su ciascun nodo e la lunghezza dell’elemento stesso. Aggiunta di tre layer al file “geometry.dxf” riportanti la numerazione dei nodi, le linee d’asse delle pareti e i nomi degli elementi insistenti su ciascun nodo.
  • Localizzazione archivi: il software gestisce ora in modo migliore i passaggi dalla versione italiana a quella inglese, e viceversa, traducendo automaticamente tutte le stringhe presenti in tutti gli archivi.
  • Foglio di calcolo fattore theta: nell’Area personale degli utente viene messo a disposizione per il download un foglio di calcolo per determinare il valore del fattore theta per la valutazione dell’effetto delle non linearità geometriche secondo il punto 7.3.1 delle NTC.
  • Aggiornamento pagina di avvio: il software mostra ora una pagina di avvio interattiva nella quale verranno continuamente proposti nuovi contenuti quali articoli, eventi, aggiornamenti software e video tutorial.

 

La verifica in condizioni di incendio di elementi XLAM. Colla resistente o no?

Nella progettazione di una struttura in XLAM può essere determinante la verifica degli elementi strutturali in condizioni di incendio. Le caratteristiche intrinseche dei pannelli in XLAM possono rendere questa verifica di non banale trattazione come si vedrà negli esempi di seguito riportati.

Innanzitutto, bisogna notare che ad oggi il materiale XLAM non è preso esplicitamente in considerazione nella normativa europea di riferimento per la verifica degli elementi strutturali in legno in condizioni di incendio (EN 1995-1-2). In ogni caso, a meno di indicazioni più specifiche certificate dai produttori, è ragionevole considerare una velocità monodimensionale di carbonizzazione del materiale pari a quella fornita dalla norma per il legno di conifera beta0 = 0.65 mm/min.

Il calcolo della profondità di carbonizzazione del pannello in XLAM è influenzato fortemente dal tipo di colla utilizzato in fase di produzione. I pannelli in XLAM vengono spesso realizzati utilizzando colle poliuretaniche (PUR) che, a differenza delle colle MUF (melamina urea formaldeide), non sono resistenti ad alte temperature.
Per tenere conto di quanto sopra, il nuovo modulo aggiuntivo di TimberTech Buildings per le verifiche in condizioni di incendio implementa due modelli di calcolo in funzione di quanto certificato dal produttore nei rispettivi ETA:

  • Colla resistente al fuoco: la velocità di carbonizzazione viene assunta come costante su tutta la sezione del pannello in XLAM. Tale metodo può anche essere utilizzato nel caso in cui i produttori indichino nei loro certificati una velocità di carbonizzazione costante ma maggiore di quella del materiale legno in modo da tenere conto in modo semplificato della performance della colla.
  • Colla non resistente al fuoco: la velocità di carbonizzazione non è costante e dipende dalla stratigrafia del pannello scelto. La sezione in XLAM può essere infatti considerata come una successione di strati in legno dove ciascuno funge da protezione per quello sottostante. Si applica quindi il modello di calcolo per elementi protetti suggerito dalla EN 1995-1-2 fino ad ottenere un andamento della velocità di carbonizzazione come quello riportato nell’immagine sottostante dove il fattore k3 assume usualmente il valore di 2.

XLAM Velocità di carbonizzazione

Nota Bene: nel caso di utilizzo di soluzioni certificate con le rispettive tabelle di dimensionamento, è necessario prestare particolare attenzione alla coerenza fra le condizioni di validità di tale certificazione e le proprietà dei pannelli effettivamente utilizzati. Se ad esempio la soluzione certificata prevede che la colla dell’XLAM sia resistente al calore, sarà applicabile ai soli pannelli nel cui ETA è specificata questa caratteristica (di non facile reperimento)!

Esempio di calcolo di un solaio in XLAM R60 con colla non resistente al calore

XLAM R60 Colla non resistente

  • Sezione: 120 mm (20-30-20-30-20)
  • Colla: NON resistente al calore
  • Esposizione all’incendio normalizzato: 60 minuti su un solo lato
  • Velocità unidimensionale di carbonizzazione: beta0 = 0.65 mm/min
  • Profondità di carbonizzazione: dchar,0 = 53 mm. Strato 1 (carbonizzazione costante), strato 2 (carbonizzazione a velocità doppia per i primi 25 mm, poi velocità costante), strato 3 (carbonizzazione a velocità doppia fino ai 60′ richiesti)
  • Profondità di carbonizzazione efficace: def = dchar,0 + k0d0 = 60 mm
  • Sezione efficace: 60 mm (20-30-10)

 

Verifica a flessione non soddisfatta 101% (MEd = 11.36 kNm)
Verifica a taglio soddisfatta 14% (VEd = 7.81 kNm)

 

Scarica la relazione di calcolo prodotta da TimberTech Buildings per questo esempio

Download

 

Esempio di calcolo di un solaio in XLAM R60 con colla resistente al calore

XLAM R60 Colla resistente

  • Sezione: 120 mm (20-30-20-30-20)
  • Colla: resistente al calore
  • Esposizione all’incendio normalizzato: 60 minuti su un solo lato
  • Velocità unidimensionale di carbonizzazione: beta0 = 0.65 mm/min
  • Profondità di carbonizzazione: dchar,0 = 39 mm. Carbonizzazione costante su tutti gli strati
  • Profondità di carbonizzazione efficace: def = dchar,0 + k0d0 = 46 mm
  • Sezione efficace: 74 mm (20-30-20-4)

 

Verifica a flessione soddisfatta 55% (MEd = 11.36 kNm)
Verifica a taglio soddisfatta 12% (VEd = 7.81 kNm)

 

Scarica la relazione di calcolo prodotta da TimberTech Buildings per questo esempio

Download

 

Corsi per Direttore Tecnico della Produzione di elementi in legno strutturale

Le Norme Tecniche per le Costruzioni 2018 definiscono al par. 11.7.10.1 “Fabbricanti e Centri di Lavorazione” quanto segue: “Il Direttore Tecnico della Produzione, di comprovata esperienza e dotato di attestato conseguito tramite appositi corsi di formazione, assume le responsabilità relative alla conformità alle presenti norme delle attività svolte nel centro di lavorazione. Il Direttore tecnico di produzione deve altresì frequentare un corso di aggiornamento con cadenza almeno triennale.

Sempre sullo stesso argomento la Circolare Esplicativa precisa quanto segue: “sono ora previsti anche i Corsi di aggiornamento, a cadenza triennale, aventi carattere obbligatorio: ne consegue che i Direttori che abbiano già seguito un Corso di formazione, in caso di mancato aggiornamento, vedranno decadere la loro qualificazione di Direttore. Gli attestati di partecipazione rilasciati ai sensi delle precedenti NTC 2008, cessano di avere validità al termine di tre anni dalla data di entrata in vigore dell’attuale Aggiornamento delle Norme Tecniche per le Costruzioni“.

TimberTech è partner di Conlegno e FederLegnoArredo, su autorizzazione del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, per l’erogazione dei seguenti corsi:

Calendario corsi DTP

Di seguito i corsi (in grassetto quelli organizzati in collaborazione con TimberTech) in programma

CorsiDTP

 

13/11/2019 – Ver. 77 – Modulo aggiuntivo per le verifiche al fuoco, miglioramento della gestione di pareti estese e poligonali nel supportare altri elementi, miglioramento della relazione di calcolo

Nell’ultima versione del software sono state aggiunte nuove funzionalità:

  • Verifiche al fuoco degli elementi strutturali in legno: è ora possibile eseguire le verifiche di resistenza degli elementi strutturali in legno non protetti in condizioni di incendio. È già in lavorazione un aggiornamento che includerà la possibilità di applicare agli elementi strutturali dei rivestimenti protettivi contro il fuoco e di verificarne l’efficacia.
    Per maggiori informazioni sul modulo per le verifiche al fuoco clicca qui.
    Modulo aggiuntivo acquistabile separatamente solo dagli utenti già in possesso di una licenza aggiornata di TimberTech Buildings.
  • Miglioramento della gestione di pareti estese e poligonali: solai, coperture e pareti riescono ora a riconoscere il supporto fornito da pareti estese o poligonali secondo configurazioni più complesse.
  • Miglioramento della formattazione della relazione di calcolo.

 

 

La modellazione di edifici in XLAM

Gli edifici multipiano in legno con struttura in XLAM sono ormai una realtà nel panorama del settore edile in Europa e nel resto del mondo. Una delle caratteristiche che ne ha favorito la diffusione è sicuramente la prefabbricazione che permette di ridurre di molto i tempi di costruzione. Il montaggio di strutture realizzate mediante elementi prefabbricati a pannello risulta infatti estremamente veloce grazie all’utilizzo di collegamenti meccanici di facile installazione. Tali collegamenti giocano un ruolo fondamentale nella risposta sismica degli edifici e pertanto il loro comportamento deve essere colto quanto più precisamente possibile nelle modellazioni realizzate mediante i software di calcolo ad elementi finiti. Tali modellazioni possono risultare anche molto complesse comportando un notevole dispendio di tempo per il progettista strutturale, dovendo quest’ultimo procedere al calcolo delle rigidezze dei diversi componenti della parete e al successivo assemblaggio mediante gli strumenti messi a disposizione dal software in uso.

Le pareti in XLAM hanno la funzione di assorbire i carichi verticali e allo stesso tempo svolgono anche l’importante funzione di controventare l’edificio nei confronti dei carichi laterali.

Modellazione edifici XLAM

Un’accurata modellazione di edifici XLAM realizzati con pareti segmentate, cioè parete composte da più pannelli collegati tra loro da giunti verticali, comporta l’utilizzo di elementi del tipo “shell” per i pannelli ed elementi “link” per schematizzare i collegamenti sia interni (giunti verticali) sia esterni (ancoraggi a vincolo della parete). Al fine di snellire le operazioni legate alla modellazione e alla progettazione degli elementi strutturali può essere interessante adottare modelli analitici sviluppati ad hoc, in grado di garantire risultati adeguati e affidabili con l’ulteriore vantaggio di essere meno dispendiosi in termini di tempo e molto più gestibili.
In questa pubblicazione si mostrerà un confronto tra la modellazione di edifici XLAM con un programma agli elementi finiti e mediante il modello analitico sviluppato all’Università di Trento (implementato nel software TimberTech Buildings).

Scarica l’intero articolo

Scarica un esempio completo di relazione di calcolo di un edificio XLAM

25/09/2019 – Ver. 76 – Aggiunta ancoraggi Simpson Strong-Tie e aggiornamento XLAM Binderholz

Nell’ultima versione del software sono state aggiunte nuove funzionalità:

  • Aggiunta ancoraggi Simpson Strong-Tie: è ora disponibile una selezione di ancoraggi prodotti da Simpson Strong-Tie tra i quali troviamo hold-down, piastre forate, angolari con i rispettivi ancoranti e connettori a gambo cilindrico.
  • Aggiornamento XLAM Binderholz: sono ora disponibili i due materiali distinti BBS 125 e BBS XL che l’utente potrà assegnare coerentemente con la tipologia di pannello scelta.
  • Bug fixing and small improvements

 

19/08/2019 – Ver. 75 – Calcolo automatizzato dell’azione del vento secondo la versione internazionale dell’Eurocodice EN 1991-1-4, miglioramento del calcolo della massa sismica e incremento della stabilità di diverse funzionalità

Nell’ultima versione del software sono state aggiunte nuove funzionalità:

  • Calcolo automatizzato dell’azione del vento secondo la versione internazionale dell’Eurocodice EN 1991-1-4: nel caso di utilizzo degli Eurocodici come normativa di riferimento, è ora possibile utilizzare, su pareti e coperture, i valori dell’azione del vento calcolati in automatico dal software in accordo con la versione internazionale dell’Eurocodice EN 1991-1-4. Il software propone i valori delle componenti dell’azione del vento in funzione della velocità base del vento, della densità dell’aria, della categoria di terreno del sito, dell’altezza di riferimento di ogni elemento, del fattore dinamico, di orografia e di dimensione, nonché dei coefficienti di pressione per le pareti in funzione del sito su cui sorge l’edificio, della posizione dell’elemento investito dal vento e dai rapporti geometrici di forma della sagoma dell’edificio.
  • Azioni del vento e/o coefficienti di pressione definiti da utente: è ora possibile modificare manualmente i valori delle componenti dell’azione del vento in una specifica definizione di carico (sia per le pareti che per i solai) o, in alternativa, modificare soltanto i valori dei coefficienti di pressione cp e lasciare che il software valuti gli altri parametri necessari per il calcolo della pressione del vento in automatico.
  • Miglioramento del calcolo della massa sismica della struttura: migliorata la gestione dei carichi lineari nel calcolo della massa sismica di ciascun impalcato.
  • Bug fixing and small improvements

 

Cross Laminated Timber (CLT) Beams Loaded in Plane: Testing Stiffness and Shear Strength

Nuovo articolo di Francesco Boggian, Mauro Andreolli e Roberto Tomasi sulla resistenza e sulla rigidezza di travi in XLAM caricate nel loro piano.

Set up

Abstract: Cross Laminated Timber (CLT) is a relatively new timber product used in construction that has gained popularity over the last decade. The product itself is constituted by multiple glued layers of juxtaposed boards, usually arranged in an orthogonal direction between one layer and the adjacent ones. This particular structure brings several benefits, such as the possibility to use the same product both for walls and slabs, since it can bear in-plane and out-of-plane loads. However, the mechanical behavior differs from usual timber products, and research is still ongoing to achieve common agreement on standard procedures for testing products and theories for evaluating stresses for safety verifications. This paper focuses on the in-plane shear behavior of CLT and analyzes the existing methods to evaluate shear stresses. An experimental part then presents a four-point bending test of CLT beams with a specific geometry to induce shear failure. Results are reported both for the elastic range test, measuring the Modulus of Elasticity, and for the failure test to investigate shear behavior with regard to different mechanisms. Previously exposed methods are used for the calculation of shear stresses and to analyze the correspondence between them, and the results are then compared with other existing tests and values in literature. A new test setup for future research is eventually proposed.

Failure modes

Continua…

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04/06/2019 – Ver. 74 – Calcolo dell’azione del vento secondo la Circolare 2019 delle nuove Norme Tecniche, incremento velocità dell’interfaccia grafica, calcolo automatico scala in fase di importazione dxf e migliorie in diverse funzionalità

Nell’ultima versione del software sono state aggiunte nuove funzionalità:

  • Calcolo dell’azione del vento secondo la Circolare Esplicativa 21 gennaio 2019 delle nuove Norme Tecniche: nel caso di utilizzo delle NTC come normativa di riferimento, aggiornato il calcolo automatico dell’azione del vento sulle pareti e sulle coperture in accordo con la nuova Circolare Esplicativa. Il software propone in automatico la pressione cinetica di riferimento, il coefficiente di esposizione nonché i coefficienti aerodinamici per le pareti in funzione del sito su cui sorge l’edificio, della posizione dell’elemento investito dal vento e dai rapporti geometrici di forma della sagoma dell’edificio.
  • Pressioni del vento e/o coefficienti aerodinamici definiti da utente: è ora possibile modificare manualmente i valori delle pressioni del vento in una specifica definizione di carico (sia per le pareti che per i solai) o, in alternativa, modificare soltanto i valori dei coefficienti aerodinamici (o di pressione) cp e lasciare che il software valuti gli altri parametri necessari per il calcolo della pressione del vento in automatico.
  • Ottimizzazione velocità grafica: è ora possibile disattivare la visualizzazione grafica dell’orditura dei solai e dei punti nodali al fine di una miglior chiarezza rappresentativa e di una maggior velocità grafica in fase di modellazione e lettura dei risultati. Tale funzionalità è particolarmente utile nel caso di modelli complessi e di grandi dimensioni.
  • Settaggio automatico della scala di importazione di un file dxf: il software è ora in grado di proporre in automatico la scala secondo cui importare correttamente un file dxf. L’utente può in ogni caso modificare manualmente tale parametro se necessario.
  • Miglioramento della stabilità di alcune funzioni quali milestones, milestones con analisi e auto progettazione delle connessioni.
  • Aggiunta del pannello Knauf Diamant X sp. 15 mm: anche il pannello in cartongesso per uso strutturale Knauf Diamant X di spessore pari a 15 mm è ora disponibile e può essere utilizzato come pannello di rivestimento per le pareti intelaiate.
  • Bug fixing and small improvements

 

 

Chiarimenti sulle verifiche di vibrazione dei solai fornite dalla Circolare alle NTC 2018

Le norme Tecniche trattano gli stati limite di esercizio al paragrafo 4.4.7, specificando che “nel caso di impalcati, si raccomanda la verifica della compatibilità della deformazione con la destinazione d’uso”, senza fornire ulteriori indicazioni.

Il paragrafo C4.4.7 della Circolare chiarisce che:

“Si dovrà verificare che le azioni previste sulla struttura non producano vibrazioni che ne possano compromettere la normale utilizzazione o comunque ridurre il comfort degli utenti.

Si raccomanda che gli effetti provocati sui solai da vibrazioni e urti indotti dal calpestio siano limitati, in modo da garantire un accettabile livello di comfort per gli utilizzatori. Per solai aventi una frequenza fondamentale maggiore o uguale a 8 Hz, le verifiche devono essere effettuate limitando il valore massimo di freccia verticale indotto da un carico concentrato F agente su qualsiasi punto del solaio, nonché limitando il valore di velocità iniziale derivante da un carico impulsivo agente nel punto del solaio che fornisce la massima risposta. A tal proposito è possibile fare riferimento a quanto proposto all’interno della UNI EN 1995-1-1. Nel caso in cui la frequenza fondamentale del solaio risulti inferiore a 8 Hz, si raccomanda, al fine di scongiurare possibili fenomeni di amplificazione, di limitare opportunamente la massima accelerazione verticale indotta da un carico dinamico rappresentativo del fenomeno di calpestio lungo il solaio, anche facendo utile riferimento a documenti di comprovata validità.

Nel calcolo dei parametri necessari alle verifiche sopra riportate, si raccomanda di tenere in conto la collaborazione laterale dipendente dalla rigidezza trasversale del solaio. Si suggerisce inoltre di adottare un valore di massa del solaio corrispondente alla combinazione di carico quasi-permanente.

Nel caso si ritenga opportuno svolgere analisi più dettagliate si può far riferimento ai metodi di verifica proposti all’interno di normative di comprovata validità.”

La Circolare fornisce quindi indicazioni sui criteri di verifica da adottare, rimandando alle verifiche dell’Eurocodice 5 e di altri documenti di comprovata validità.

L’essere umano, durante la sua normale attività, provoca carichi dinamici: la frequenza media dei passi nel caso di andatura normale è attorno ai 2 Hz (due passi al secondo). Per questo motivo un primo criterio di dimensionamento è quello di garantire che la frequenza fondamentale del solaio sia sufficientemente alta così da evitare possibili fenomeni di risonanza.

L’Eurocodice 5 richiede che i solai in legno abbiano una frequenza fondamentale maggiore di 8 Hz e il rispetto di due criteri: una verifica di rigidezza minima del solaio, che si ottiene limitando la freccia massima verticale dovuta ad una forza statica concentrata di 1 kN, da applicarsi in un qualsiasi punto del solaio, ed una verifica relativa alla massima velocità di vibrazione del solaio causata da un impulso unitario. Si tratta di formulazioni basate sugli studi di Ohlsson, che si possono applicare a solai caratterizzati da massa particolarmente ridotta, mentre mal si prestano alla valutazione di solai pesanti, molto diffusi nel nostro paese. Ricordiamo che nel caso di solai con una frequenza propria al di sotto di 8 Hz l’Eurocodice 5 richiede analisi particolari, senza tuttavia specificare quali siano i criteri da rispettare.

Successivamente, basandosi su studi teorici e sperimentali, diversi studiosi (citiamo Kreuzinger e Mohr) si sono occupati del problema proponendo metodologie di verifica valide anche nel caso di frequenze inferiori a 8 Hz e basate, oltre che su un criterio di rigidezza minima (freccia sotto l’azione di una forza unitaria) su una limitazione dell’accelerazione del solaio ad un valore di 0,1 m/s2.

Il software TimberTech Buildings risulta essere uno strumento efficace e veloce per valutare il comportamento dei solai nei confronti delle vibrazioni poiché implementa le indicazioni e le verifiche citate in precedenza e richieste o suggerite dalla normativa.

In particolare, elemento per elemento e considerando di volta in volta l’effettivo schema statico, il software valuta la frequenza fondamentale di vibrazione f1 sulla cui base vengono poi eseguite le seguenti verifiche:

  • criterio di rigidezza (deformazione sotto un carico statico concentrato con intensità pari ad 1 kN)
  • criterio di accelerazione (per frequenze f1 inferiori od uguali a 8 Hz)
  • criterio di velocità (per frequenze f1 maggiori di 8 Hz, punto 7.3 norma UNI EN 1995-1-1)

Il software tiene inoltre in considerazione la collaborazione laterale degli elementi costituenti il solaio in funzione dalla rigidezza trasversale degli strati strutturali e degli eventuali strati non strutturali.